Iris viola

Alberto Nessi

Alberto Nessi è un poeta molto attento a rilevare gli effetti di una produzione industriale aggressiva e devastante in luoghi in cui, specie nei suoi ricordi d'infanzia, si effettuava il passaggio dal mondo di una provincia di confine a quello delle imprese multinazionali. L'ambientale sociale offertoci, è generalmente quello destinato a soccombere, composto di persone umili, dedite a lavori subalterni e spesso deluse nelle loro aspettative. Nella sua poesia affettuosa, pronunciata a bassa voce e affatto estranea alle fantasmagorie dell'io, prevale quel senso di partecipazione, simpatia e delicatezza che gli permette di rivivere la vita degli altri...

Silvio Aman

6 domande a Silvio Aman (curatore della collana "Altre terre")

di Pierre Lepori

Pubblicato il 26/11/2004

Come è nata la collana "Altre Terre" presso il piccolo raffinato editore Michelangelo Camilliti (Lietocolle)? Perché presentare presso un editore italiano la produzione di autori svizzeri, in parte già presenti presso grandi editori italiani?

La collana "Altreterre" è nata dal grande interesse di Camilliti per la poesia contemporanea, dal suo desiderio di poter diffondere e presentare al pubblico italiano anche poeti stranieri. E' vero che la produzione degli autori svizzeri è già presente presso gli editori italiani, ma si tratta di pur sempre di un esiguo numero, e spesso queste loro pubblicazioni risultano introvabili, perché pubblicate da piccoli e raffinati editori, come per esempio Scheiwiller, che non godono certo di ottime distribuzioni. Inoltre, recenti antologie, uscire presso grandi editori, tranne Giorgio Orelli, hanno quasi del tutto ignorato la poesia svizzera.

Come è stato scelto il titolo di questa collana ("Altre terre") e il piccolo logo misterioso che figura ad apertura del volume di Alberto Nessi (uno scudo)?

Dopo aver avanzato dei suggerimenti, ho accolto molto volentieri il titolo "Altre terre". Non ho indagato sulla scelta, ma mi piace pensare a Camilliti come navigatore e persona comunque curiosa di ciò che accade in altri Paesi, verso i quali intende gettare dei ponti. Lo scudo sintetizza la figura del Lieto colle che vuol essere anche quello della poesia - con la sua piccola chiesa.

Perché una collana separata per gli autori del nostro paese, a cui lei dichiara di "non voler chiedere certo il passaporto"? E' possibile secondo lei vedere in questa produzione una sorta di "scuola" o una linea di continuità stilistica?

Vorrei precisare, che la collana non è dedicata solo ai poeti svizzeri, come in effetti si evince dalla nota di presentazione; essa, anche in seguito a un mio preciso suggerimento, vedrà apparire poeti di altre nazioni, e questo proprio seguendo l'idea di Michelangelo Cammilliti, che è quella di una poesia senza confini. Parlando di poeti svizzeri di lingua italiana, vedo una continuità con la nostra produzione, anche per ragioni di ordine
culturale, oltre che linguistico.

Quali altri progetti prevede la collana, in particolare per quanto riguarda le traduzioni dalle altre tre lingue della Confederazione? Quali altri libri sono in preparazione?

Oltre a Nessi e a Gilberto Isella (di prossima uscita), ho proposto una scelta di poesie (tradotte dal francese) di Markus Hediger, autore che stimo molto. Le mie proposte, fino ad ora, sono state quelle di prendere in considerazione anche autori di lingua russa e svedese. Ma intanto avrei piacere di poter continuare a occuparmi di autori svizzeri e di poter proporre delle traduzioni da poeti di area francese, tedesca e retoromancia..

Lei ha già curato un numero monografico della rivista "Hesperos", dedicato proprio alla produzione letteraria elvetica: come mai questo interesse così marcato, questo piccolo balzo al di là del confine?

Il mio interesse per la letteratura svizzera nasce da tante cose fra loro molto diverse e non sempre razionalmente definibili. Posso, quindi, per fare solo due esempi cultural-geografici, citare il fascino che ho sempre provato per l'ambiente elvetico (fascino sorto fin da quando guardando dalle finestre della mia casa d?infanzia verso i monti ticinesi), sia paesagistico, sia architettonico, sia infine di ordine sociale, e per alcuni scrittori, come Keller, Walzer, Dürrenmatt, etc. Inoltre, una mia ava era svizzera.

Ha l'impressione che la letteratura svizzera, in particolare, la poesia, goda in Italia di un interesse particolare o crede piuttosto che vi sia un'ignoranza ancora da combattere, sul nostro paese, le sue lingue, le sue culture?

La letteratura svizzera è nota in Italia, se parliamo dei classici come Keller, Dürrenmatt, etc. A questo proposito, anche Walser è noto (molto meno Glauser), ma il suo pubblico è scelto, non fa certo massa. La poesia, come accade spesso, è meno nota, anche perché i nostri grandi editori (prenda l'antologia Mondatori dedicata al Novecento), per quel che riguarda la Svizzera, dopo Orelli mi pare si fermino. A questo punto, sì, l'ignoranza, riguardo alla Svizzera, è ancora da combattere, sia per la produzione letteraria, sia per le sue lingue e culture.