Pietro De Marchi

De Marchi, Pietro
© Klaus Pichler

Pietro De Marchi (1958) ha studiato presso le Università di Milano e di Zurigo, dove ora insegna letteratura italiana come professore titolare. È inoltre „Professeur associé“ all’Università di Neuchâtel e incaricato di corsi all’Università di Berna. Autore di numerosi studi di carattere filologico e letterario, si è occupato di poeti e prosatori della Svizzera italiana, in partiolare di Giorgio Orelli, e dirige attualmente un progetto di ricerca del Fondo Nazionale Svizzero. Dal 2006 al 2011 è stato membro del Consiglio di Fondazione di Pro Helvetia. Attivo anche come poeta, ha ottenuto vari riconoscimenti tra cui il premio Schiller nel 2007.

Bibliografia

  • La carta delle arance, Bellinzona, Casagrande, 2016.
  • Ritratti levati dall’ombra. Racconti, Bellinzona, Casagrande, 2013.
  • Der Schwan und die Schaukel / Il cigno e l’altalena. Gedichte und Prosastücke 1990-2008, traduzione di Christoph Ferber, mit einem Nachw. von Fabio Pusterla, Zürich, Limmat, 2009.
  • Replica, Bellinzona, Casagrande, 2006.
  • Uno specchio di parole scritte. Da Parini a Pusterla, da Gozzi a Meneghello, Firenze, Cesati, 2003.
  • Dove portano le parole. Sulla poesia di Giorgio Orelli e altro Novecento, Lecce, Manni, 2002.
  • Parabole smorzate e altri versi (1990-99), prefazione di Giorgio Orelli, Bellinzona, Casagrande, 1999.
Ritratti levati dall'ombra (Bellinzona, Casagrande, 2013)
Ritratti levati dall'ombra (Bellinzona, Casagrande, 2013)

Intrecciando autobiografia e invenzione, storia del Novecento e memorie familiari, Pietro De Marchi allestisce in questo libro una vasta galleria di figure e personaggi. Così ad esempio nel primo e più ampio racconto, dedicato alle generazioni dei padri e dei nonni, i lettori vedranno emergere dall’ombra i volti dei protagonisti di un’umanissima epopea popolare negli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale. Lo stesso accade in Ricordi fugaci, tenaci, dove una voce materna ricostruisce l’animato microcosmo di un cortile lombardo. Ma tutti e nove i racconti del libro sono così folti di luoghi, incontri ed esperienze – Milano, il Veneto, la Svizzera, le amicizie, i sogni giovanili, la scoperta della letteratura, la lontananza linguistica –, che forse non si sbaglierebbe a leggerli anche come i capitoli di un originale romanzo di formazione.

(Quarta di copertina)